1a Testimonianza

AIDS

Testimonianza di Ron Mason

Il 19 ottobre 1983 scoprii di avere l’epatite B. Era già da un po’ che notavo un’inserzione a tutta pagina sulla rivista Gay Chicago, ma evitavo di leggerla perché sembrava troppo deprimente (raffigurava un uomo in ospedale che veniva nutrito con la flebo). Quando alla fine cedetti e la lessi, scoprii che si trattava di una lettera aperta indirizzata alla comunità gay dalla Liver Foundation del New Jersey. Diceva che due terzi dei maschi gay, che lo sapessero o no, avrebbero prima o poi contratto l’epatite B (questo accadeva molto tempo prima del “sesso sicuro”). Il cinquanta per cento delle persone contagiate dal virus manifesta dei sintomi, alcuni leggeri, alcuni gravi. Il novanta per cento sviluppa anticorpi dopo un’infezione e non è più soggetto a contagio; il 1O per cento diventa portatore e il 2 per cento muore. L’inserzione diceva che era disponibile un vaccino. Così, la prima volta che ebbi occasione di andare alla clinica gay VD, chiesi all’impiegato dell’accettazione di fare un esame degli anticorpi. Venne fuori che avevo proprio quell’infezione. Era troppo tardi per la vaccinazione. In quel momento compresi perché mi sentivo nauseato, vomitavo spesso e mi stancavo facilmente. Sebbene non avessi appetito, il dottore mi disse che dovevo mangiare. Siccome avevo una malattia al fegato, naturalmente smisi di bere (non avevo mai bevuto molto comunque) e a quel punto cominciai a fumare marijuana più spesso. Mi accorsi che il mio appetito aumentava enormemente dopo che avevo fumato. Cominciai a fumare tutti i giorni e guadagnai peso con rapidità. Due anni dopo non avevo ancora Prodotto gli anticorpi e fui ufficialmente classificato come portatore di epatite.

Il 23 dicembre 1986 è un giorno che mi ricorderò per tutta la vita: il giorno in cui feci gli esami dell’HIV e scoprii di essere sieropositivo. Le grandi chiazze rosso porpora che avevo sulle gambe – lo avrei appreso in seguito – erano il risultato di emorragie provocate dall ‘infezione da HIV. L’HIV era la causa anche della mia grave psoriasi. Già nell’aprile del 1984, i dottori di una clinica gay VD mi avevano affidato a quella che in seguito sarebbe diventata famosa come la clinica dell’AIDS di Chicago. Rimasi in terapia presso i medici di quella clinica per sette anni e misi su 18 chili, raggiungendo un peso normale. I medici sapevano che fumavo marijuana e non me lo proibivano, anche se raccomandavano una certa moderazione. lo non sono in grado di tollerare l’AZT a causa della mia anemia. Tutti gli altri farmaci antivirali sono dannosi per il mio fegato affetto da epatite.

Tre anni fa uno dei miei dottori mi ha detto che faccio parte di un esiguo gruppo di persone che sono state in cura presso la clinica per diversi anni e non sono morte né sono gravemente malate; i medici non sanno perché. lo attribuisco parte di questo buon risultato al fatto che fumo marijuana. Mi fa sentire come se io stessi vivendo, anche con l’AIDS, piuttosto che semplicemente esistere. Mi torna l’appetito e, una volta che ho mangiato, non sento più la nausea. La marijuana migliora la mia disposizione d’animo, e questo mi fa sentire meglio anche fisicamente.

Ho rischiato per due volte di morire a causa di reazioni allergiche al Composto Q di Reichstein (deossicorticosterone, N.d.T.), un estratto della radice del cetriolo selvatico cinese che distrugge le cellule immunitarie infette. Il Composto Q è illegale, ma il governo preferisce far finta di guardare dall’altra parte. Perché non può fare la stessa cosa con la marijuana? Entrambe le sostanze sono illegali ed entrambe sono usate nella cura dei malati di AIDS. Una può metterti nei guai, è l’altra no. Che ridere!

Nella primavera del 1990, alla periferia di Chicago, sono stato arrestato per possesso di marijuana e la macchina mi è stata sequestrata. Non solo ho perso la mia medicina, ma ora trovo difficile raggiungere la clinica dell’AIDS nel centro di Chicago. Il mio appetito non è più quello di una volta, ho perso più di sei chili, mi stanco più facilmente e alle volte sono così debilitato che mi sento come se dovessi vomitare. Sto prendendo il Prozac (fluossetina, un antidepressivo) prescritto da un medico di periferia che non sa praticamente nulla dell’AIDS o dell’epatite B. Sono molto depresso e diverse volte ho meditato il suicidio. Ho dovuto attingere al mio credito bancario per un totale di tremila dollari per pagare le spese legali di due cause. L’accusa di reato è stata respinta, e ora sto cercando di riavere indietro la macchina (questa è la causa civile federale) in modo da poter andare alla clinica dell’AIDS. Il mio avvocato mi dice che potrei spuntarla. Ma anche se così fosse, come potrò alleviare la nausea e stimolare l’appetito in modo da sentirmi meglio? Ho provato il Marinol e non ha avuto effetto. Cosa dovrei fare? Non far niente? Se per me l’unico modo di stare in salute è fumare marijuana e, di conseguenza, sentirmi abbastanza bene da riuscire a mangiare, perché non mi è consentito? Mi auguro che il governo la smetta di essere così ipocrita e mi permetta di fare ciò di cui ho bisogno per vivere il resto dei miei giorni nel massimo benessere possibile.