Il Rolla Facile II by Stefano

Manuale del Rollatore Illustrato

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Spronato dalle (per fortuna poche) critiche, ecco risolto un problema che non avevo considerato: lo spazio disponibile nelle tasche.

E, pensa che ti ripensa (ma questo non ha un -_- -_-o di altro da fare, vi chiederete.

Risposta: altro che, se ce l’ho, ma di giorno. La notte, invece, è famosa per portare consiglio), l’ispirazione non ha mancato di arrivare.

Ed ecco, quindi, la nuova versione, più tecnologica, semplice e comoda che mai!

Ma, stavolta, la dedica è molto più spartana, rivolta …

Dedicato a tutti quelli che…  … hanno apprezzato l’idea, lusingandomi con commenti a dir poco commoventi.

Gli inconvenienti superati:
Essenzialmente, la poca praticità dell’astina premi-tabacco e dell’imbuto, dovuta alle loro dimensioni. Giustamente, mi dite: e come -_- -_-o faccio a portarmi dietro 15 cm. di asta di alluminio e un cubetto (parallelepipedo) di legno? Ci vuole davvero la valigetta dello sfattone! Scusatemi: data la mia veneranda età, che mi permette di dedicarmi ai piaceri della vita spaparanzato in casa mia, non ci avevo proprio pensato. Ma vi pare possibile che la mente umana debba arrendersi di fronte a così poco? Non sia mai!

LE SOLUZIONI
L’Astina
Soluzione semplicissima ma efficace, presa in prestito dai professionisti del biliardo:


In pratica ho segato a metà la vecchia astina, ho fatto due fori con una punta da (boh, chi -_- -_-o si ricorda) da 2,5 o 3 mm. (il diametro dell’asta è 5 mm.), cercando di beccare il centro preciso; se non ci si riesce (e io non ci sono riuscito, un foro è venuto leggermente spostato) non è un dramma, la funzionalità rimane quasi inalterata. La profondità del foro deve essere di circa 5 mm. A questo punto, si prende una vite (normale) e si avvita, forzando, in uno dei due fori. L’alluminio è molto tenero, quindi non serve una filettatura “preventiva”, è sufficiente usare un po’ di forza e la filettatura viene da sola.

Cercate di avvitare il più possibile. Una volta fissata saldamente la vite, segatela in modo che sporga di 3-4 mm., date qualche colpo di lima sul bordo in modo da eliminare eventuali sbavature (l’ideale è con un’inclinazione di 45 gradi rispetto all’asse, in modo che l’inizio della filettatura della vite sia impercettibilmente più stretto, ma proprio impercettibilmente!), e cominciate ad avvitare sull’altra metà dell’asta.

Qui, la tattica cambia: occorre sempre forzare un po’, ma è consigliabile farlo gradualmente, avvitando di mezzo giro, poi svitando, poi riavvitando un po’ di più, e così via, in modo che l’alluminio si adatti piano piano alla vite: se forzate e basta, poi col -_- -_-o che riuscite a svitare! Un’ultima cosa: dalla foto non si vede molto, ma gli ultimi 5 cm. di un’estremità sono limati fino a finire quasi a punta: soluzione molto pratica in caso di intasamento del cilindro di alluminio in fase di caricamento del “tabacco”.
A questo punto, l’astina è pronta.

L’Imbuto:
E’ qui che la musa degli sconvolti mi ha ispirato con più ardore, e, devo dire, dopo che anch’io avevo ispirato con molto, moltissimo ardore! Ed ecco il risultato di questa somma di ispirazioni:

Occorrente:
:: 6 o 7 cm. di tubo di alluminio (ah, come avrei fatto senza!) del diametro di 10 mm.
:: 1 dado (normalissimo) da 6 (mm., sarebbe il diametro del buco)
:: 1 vite (da 6, of corse!) con la testa a farfalla
:: 1 pezzo di telo di plastica abbastanza spessa (ma non troppo, ne risentirebbe la flessibilità) di circa 10 x 7 cm
:: Adesivo cianoacrilico (ossia, tipo SuperAttack, quello che si attacca in qualche secondo)
:: Adesivo NON cianoacrilico (ossia, tipo Bostick chiaro, che fa presa in qualche ora).

Come si fa?
Il procedimento è un po’ lungo, ma vi assicuro che ne vale ampiamente la pena. Innanzitutto, il tubo di alluminio va segato secondo le linee tratteggiate nel disegno successivo. I tagli longitudinali vanno fatti approssimativamente sulla linea del diametro del profilato. Se proprio dovete andare storti, segando, valgono queste regole: a) volendo, la stortura si può correggere con una lima; b) in ogni caso, la parte eventualmente più larga è quella che va asportata, lasciando la parte eventualmente più stretta. Il taglio trasversale va praticato a circa 2,5 cm. dall’estremità, e, ad almeno 0,5 cm. da questa va praticato un foro con una punta da 6 (mm., ovvio).

A questo punto, prendete il pezzo di telo di plastica (un qualunque pezzo di sacco/sacchetto di cellophane; io ho utilizzato un “sacco” in cui c’era ghiaia per edilizia) e tagliatelo con una forma più o meno trapezoidale, avendo cura di avere il lato più piccolo largo almeno 5-6 mm. più del taglio trasversale effettuato sul tubo. La forma ideale, all’incirca, è quella del disegno seguente.

Un consiglio pratico: io ho prima tagliato una sola diagonale, fissandola alla parte metallica. Una volta che il collante ha fatto presa, ho tagliato il resto, adattandolo alla bisogna. Tenete conto che il lato superiore deve avere una lunghezza di almeno 8 cm. Per incollare, non usate assolutamente adesivi cianoacrilici: su alcuni tipi di plastica non fanno assolutamente presa (sta scritto anche sulla confezione). Visto che i collanti tradizionali hanno un tempo di presa abbastanza lungo, dopo aver incollato un lato occorre aspettare almeno mezza giornata prima di procedere oltre.

Una volta fissata la plastica, occorre fissare il dado sull’apposito foro: non potendo effettuare saldature, ho usato sempre lo stesso adesivo non cianoacrilico, in abbondanza: poi, visto che la presa non era delle migliori, anche una volta asciutto, l’ho rinforzato con un adesivo cianoacrilico, che fa un bello strato di “plastica” dura, e, adesso, il tutto tiene che è una bellezza. Una volta fissato il dado, avvitateci la vite con la testa a farfalla, e il gioco è fatto.

Risultato finale:
Per amor di chiarezza, ripassiamo le fasi del “rollaggio assistito”:
1. Arrotolate la cartina attorno al cilindro, e poi fissate il filtro, secondo le stesse modalità dell’easy roller “old style”.
2. A questo punto, infilate il cilindro nel nuovo imbuto (fino a superare il foro del dado), e fissatelo stringendo la vite a farfalla.

3. Se già non l’avete fatto, avvitate le due parti dell’astina.
4. Riempite l’imbuto, poi la canna, togliete imbuto e cilindro, accendete, aspirate, espirate, poi aspirate ancora, poi espirate, poi…. via, verso nuove avventure!
Quando avete finito…
… e vi siete ripresi, svitate l’astina, svitate l’imbuto, infilate il cilindro nell’imbuto, mettete il filtro all’interno della plastica dell’imbuto, uniteci i due pezzi dell’astina, fissate il tutto con un pezzo di filo metallico o con un elastico, ed ecco come si presenta il roller in stato di riposo, pronto per nuovi e gioiosi utilizzi:

Come potete vedere, l’ingombro è minimo: tenete conto che le cartine sullo sfondo sono quelle piccole: meno di 10 cm. di lunghezza totale, per 3 cm. di larghezza, ve lo potete portare dove -_- -_-o vi pare (meno che in aeroporto, mi sa che i pulotti al metal detector vi farebbero un culo da farci entrare un Boeing 767, anzi, un Antonov!).

Conclusioni:
Ragazzi, anche questa è fatta. Mi scuso se stavolta sono stato più stringato e non ho ripetuto tutte le istruzioni, ma la voglia di scrivere (e di copiare/incollare e rifare altre foto) era di gran lunga inferiore a quella di usare al più presto il nuovo strepitoso manufatto. Vorrà dire che i neofiti dovranno andare a pescarsi anche la documentazione precedente.

Hasta la caña, amigos!

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